26 maggio 2012
Il gioco di parole è fin troppo facile: siamo tutti "scossi". A cominciare dal terremoto di una settimana fa, che come un ladro venuto di notte, ci ha lasciato impauriti e sgomenti davanti alla nostra fragilità. Non occorre aggiungere altre parole per abbracciare gli amici emiliani... Anzi, facciamo nostro un appello sentito poche ore fa in tv. A luglio i partiti politici dovrebbero intascare l'ennesima rata del finanziamento pubblico, decine di milioni di euro spesso spesi in modo indecente: perché non devolverli ai terremotati? Sarebbe un modo per iniziare a restituire un minimo di dignità a chi ha ormai perso ogni fiducia. Questo non è populismo: è semplicemente un ultimatum.
Siamo scossi dal boato di Brindisi. Nel nostro piccolo abbracciamo la famiglia di Melissa e tutti quei ragazzi frastornati da un gesto che va oltre noi barbarie. Il due giugno ricorderemo la festa della Repubblica: condividiamo la proposta di chi ci invita ad esporre il tricolore, senza aspettare i prossimi campionati europei di calcio. Un gesto che significa semplicemente "noi ci siamo", nonostante l'incertezza che ci circonda.
Detesto la retorica: non servono altre parole.
Un abbraccio e buona lettura da
Paolo Fongaro e la redazione di Sovizzo Post
